Cari Amici,
mi piacerebbe essere lì fra voi per onorare due figure che hanno arricchito e cambiato la mia vita intellettuale e spirituale. Purtroppo, il mio certificato anagrafico in questi ultimi tempi mi pressa e condiziona in un modo che non vorrei.
Ascoltate e perdonate perciò queste parole consegnate a Marco, un altro amico. Come tutti, ringrazio Dio per aver posto sulla nostra strada Benedetto XVI e don Luigi Negri. Grazie a loro, abbiamo compreso che cosa significa credere e che cosa significa testimoniare, che cos’è la dottrina cristiana e fino a che punto si estende la sua applicazione.
Negri è stato mio amico fin dal primo incontro. Ci siamo visti, ci siamo ascoltati, ci siamo riconosciuti, ci siamo fidati, ci siamo impegnati. Abbiamo avuto i nostri riconoscimenti e le nostre sconfitte, ma assieme ci siamo arricchiti. Non era la simpatia politica ciò che più ci ha legato, ma la comunanza di fede, e la denuncia dei mali anche politici che l’affievolimento della fede comporta.
Tutti riconoscono che Negri era un combattente. Sì, lo era, e coraggioso, infaticabile, inarrestabile davanti alle conseguenze. Ma era assai di più di un combattente: era un credente.
Grazie, vecchio amico, ci stringiamo ancora una volta e ci guardiamo negli occhi chiari, tristi e luminosi, se possibile anche con più affetto di prima.

