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“Quel Dio, che ho cercato di servire con tutte le mie forze, faccia diventare la mia testimonianza di fede e di missione bene per tutti” mons. Luigi Negri

non avevo particolari meriti, per così dire, se non l’appartenenza a Comunione Liberazione e il lavoro intellettuale intensamente praticato durante gli anni di insegnamento all’Università Cattolica

L’Associazione Culturale TU FORTITUDO MEA è stata costituita con l’intento di custodire e promuovere la memoria e la conoscenza della persona e dell’opera di mons. Luigi Negri (1941 – 2021). Una figura estremamente significativa per la Chiesa, per il Movimento di Comunione e Liberazione, nonché per la vita culturale e sociale della nostra epoca. Il sentimento di gratitudine per il grande dono che è stato l’incontro con lui, per coloro che lo hanno conosciuto personalmente o indirettamente attraverso i suoi discorsi e i suoi scritti, non può non essere accompagnato dalla responsabilità di conservare e diffondere il suo magistero, maturato e sviluppato nel corso del tempo, intorno alla fede, alla cultura, alla dottrina sociale, alla teologia, alla filosofia e alla storia.
L’Associazione, che ha ottenuto la proprietà intellettuale della sua opera, desidera soprattutto che tale magistero non perda il carattere che lo ha contraddistinto in modo specifico, ovvero quello di essere un magistero vivo nato dalla tensione a vivere la fede autenticamente e a testimoniarla in modo missionario a tutti.

Mons. Luigi Negri è nato a Milano il 26 novembre 1941. Cresce in una famiglia umile e semplice ma fortemente radicata nella fede e impegnata sul piano ecclesiale e sociale, tanto che in occasione dei suoi settant’anni esprimerà la sua gratitudine nei confronti di genitori e di parenti stretti con queste parole: «nell’ambito di quella indimenticabile convivenza, ho desiderato una cosa sola: servire la gloria di Dio con tutte le mie forze» (Luigi Negri, Fede e cultura. Scritti scelti, edizioni Jaca Book, Milano 2011, p. 1). Importanti, per la sua formazione, sono anche i frequenti e affettuosi rapporti con lo zio prete, don Bocchiola, che avrà su di lui un grande influsso umano e intellettuale. L’educazione cristiana, oltre che in famiglia, avviene nella parrocchia di Sant’Andrea in Milano dove partecipa attivamente alla vita ecclesiale diocesana.
Supera brillantemente le scuole dell’obbligo e dal 1955 al 1960 frequenta il liceo classico Berchet di Milano, dove incontra mons. Luigi Giussani di cui, dopo esserne stato uno dei suoi primi allievi, diventa uno dei primi e più stretti collaboratori entrando a far parte del movimento ecclesiale di Gioventù Studentesca, che poi diventerà Comunione e Liberazione, fondato e guidato dallo stesso don Giussani.
Un giovane Luigi Negri tiene un momento di lezione alla presenza di don Luigi Giussani
LUIGI NEGRI CON DON GIUSSANI NEL 1963, DURANTE UN INCONTRO DELLA COMMISSIONE CULTURA NELLA SEDE DI GS DI VIA STATUTO A MILANO (FOTO ARCHIVIO FRATERNITÀ DI CL)
A distanza di anni descriverà il carattere eccezionale dell’incontro con Giussani con le seguenti parole: «A un ragazzo di diciassette anni, che veniva da una solidissima tradizione cattolica, come ero io, cresciuto in un’esperienza formidabile di vita di parrocchia attraverso l’oratorio, che aveva frequentato una scuola media inferiore sostanzialmente non avversa alla tradizione, che cosa colpiva di Giussani? La sua apologetica del mio cuore, non la sua apologetica di Dio. Insomma sapeva risvegliare, in noi ragazzi, il desiderio della conoscenza vera della propria identità, il senso profondo della propria vita, l’origine del tempo e del cammino che avremmo dovuto svolgere e vivere nella varietà delle stagioni o delle circostanze che avrebbero determinato la nostra vita di uomini. Da don Giussani, come me, intere generazioni di giovani studenti hanno imparato che il vertice della religiosità è l’apertura alla categoria della possibilità e quindi che la rivelazione non è contraria alla ricerca» (Luigi Negri, Con Giussani. La storia e il presente di un incontro, ed. Ares, Milano 2021, p. 20 – 23).
Si laurea a pieni voti in Filosofia nel giugno 1965 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, discutendo una tesi sul problema della fede e della ragione in Tommaso Campanella. Come lui stesso riconoscerà, molto importante per la sua formazione filosofica risulterà la figura di Gustavo Bontadini: «Da lui, insigne e umanissimo metafisico dell’essere, ho imparato che la fede costituisce il contesto vivo in cui la ragione può compiere il suo cammino verso quell’essere totalmente in atto che, creando la realtà, la sottrae per sempre al dominio del nulla. Ho amato ricercare con lui e sotto di lui, ed esplorare ambiti significativi e problematici della filosofia dell’essere, in contatto vivo con la grande tradizione di fede e di teologia della nostra Chiesa» (Luigi Negri, Fede e cultura. Scritti scelti, edizioni Jaca Book, Milano 2011, p. 1).
Già nel periodo universitario viene investito da don Giussani della responsabilità di sostenere e guidare diverse comunità del movimento di Gioventù Studentesca. Dopo l’università si dedica per qualche anno all’insegnamento della filosofia nelle scuole superiori e, in questo periodo, matura in lui la decisione di una vita totalmente dedicata al Signore.
Nell’autunno 1967 entra nel seminario diocesano ambrosiano di Venegono. Viene ordinato sacerdote il 28 giugno 1972 dal cardinale Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano. Nell’ottobre 1972, dopo l’ordinazione, consegue la licenza in Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.
Ordinato sacerdote, mentre continua i suoi studi teologici, contemporaneamente inizia il suo rapporto di collaborazione con l’Università Cattolica di Milano. Si dedica, quindi, all’insegnamento universitario tenendo corsi di Antropologia Filosofica, Storia della Filosofia Moderna e di Introduzione alla Teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano fino al momento della sua ordinazione episcopale. Continua a vivere intensamente la sua appartenenza al Movimento di Comunione e Liberazione e, inviato da don Giussani, segue molte comunità giovanili sparse per tutte le regioni d’Italia, tenendo per anni gli Esercizi spirituali di Gioventù Studentesca per molte comunità italiane.
Il 17 marzo 2005 è nominato vescovo della Diocesi di San Marino-Montefeltro. Riceve l’ordinazione episcopale il 7 maggio 2005 per la imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del Cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, con la presenza, come co-consacranti, tra gli altri, di mons. Carlo Caffarra, non ancora cardinale, ma già arcivescovo di Bologna, e mons. Paolo Romeo, allora Nunzio Apostolico per l’Italia e la Repubblica di San Marino, poi cardinale arcivescovo di Palermo.
Mons. Negri commenterà in seguito la sua ordinazione episcopale con queste parole: «non avevo particolari meriti, per così dire, se non l’appartenenza a Comunione e Liberazione e il lavoro intellettuale intensamente praticato durante gli anni di insegnamento all’Università Cattolica. Quando è stata pubblicata la mia nomina, non ricoprivo nessuna carica nell’organigramma della mia diocesi di Milano, se non quella di sacerdote residente, il livello più basso della gerarchia ecclesiastica diocesana. La Provvidenza ha voluto che don Giussani morisse il 22 febbraio del 2005 e io venissi nominato vescovo della Diocesi di San Marino-Montefeltro, per volontà di Giovanni Paolo II, il 17 marzo 2005». (Luigi Negri, Con Giussani. La storia e il presente di un incontro, ed. Ares, Milano 2021, p. 20 – 23).


Benedetto XVI e mons, Luigi Negri, 19 giugno 2011, San Marino


La Provvidenza ha voluto che, esattamente a distanza di un anno – il 31 del mese di dicembre del 2021 e del 2022 –, prima mons. Luigi Negri e poi papa Benedetto XVI fossero chiamati alla casa del Padre.

Mons. Negri, ultimo dei vescovi nominati sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, al magistero del quale ha dedicato ampi studi, è stato particolarmente legato anche a Benedetto XVI: nel giugno del 2011, la visita alla diocesi di San Marino-Montefeltro del Pontefice e, nel settembre 2012, la nomina come padre sinodale del Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione dello stesso mons. Negri ne sono due significativi esempi.

Mons. Negri ha sempre indicato nell’insegnamento di Benedetto XVI un punto particolarmente illuminante per comprendere la situazione odierna della Chiesa e della società.

Pubblichiamo un estratto del libro di mons. Luigi Negri, Il cammino della Chiesa. Fondamenti, storia e problemi (ed. Ares), nel quale l’importante questione della ragione è indicata come uno dei punti decisivi del magistero di papa Benedetto XVI. Il brano si conclude con l’augurio che la Chiesa possa riconoscere pienamente la grandezza intellettuale e magisteriale di questo pontefice, attribuendogli il titolo di dottore della Chiesa.