Un amico, un maestro (di CESARE CAVALLERI)

Il 31 dicembre 2021 si è spento mons. Luigi Negri. Aveva compiuto ottant’anni qualche settimana prima, il 26 novembre. Ho perso un grande amico e un autorevole collaboratore. La nostra amicizia era nata molti anni fa, intorno al condiviso affetto per Eugenio Corti, l’immenso autore del Cavallo rosso, sul quale don Luigi molto ha scritto e al quale ha dedicato conferenze.

Il suo primo articolo su Studi cattolici, intitolato L’incontro & la compagnia di Cristo, è del 2003. Fino all’ultimo ha mantenuto puntualmente la rubrica Opportune et importune, iniziata nel 2010. Nel catalogo Ares figurano
cinque suoi libri: Il cammino della Chiesa; Pio IX, attualità & profezia; Vivere il matrimonio; Per un umanesimo del Terzo Millennio e il recentissimo Con Giussani (2021) in cui è ripercorsa e riepilogata la sua militanza in Comunione e liberazione.

Qui non voglio soffermarmi sulla sua attività accademica nell’Università Cattolica di Milano e sulla sua pastorale prima nella diocesi di San Marino-Montefeltro (2005) e poi nell’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio (2012). Su Internet si trovano tutte le informazioni del caso.

Voglio semplicemente lasciare – con il cuore stretto per le cose che avrei ancora da dirgli e per i progetti che avrei voluto ancora svolgere insieme – un ricordo di gratitudine e di affetto.

Mi aggrappo, dunque, al suo motto episcopale: Tu Fortitudo mea. Don Luigi era innamorato di Cristo, e da Cristo attingeva la sua fortezza anche temperamentale. Aveva un’eloquenza vibrante, era intransigente sulle deviazioni dottrinali ma tenero anche verso chi deviava. Era uomo del Sì-Sì, No-No, convinto che la validità delle proposte dottrinali e pastorali dovesse essere valutata in base alla fedeltà alla bimillenaria tradizione della Chiesa.

Lasci un grande vuoto, carissimo don Luigi, e conosciamo tutte le parole di conforto che vengono scambiate in queste occasioni. Ma è proprio quando muore una persona cara che si avverte l’inutilità delle parole. Preghiera, dunque, fedeltà alla memoria, impegno a rivivere l’esempio che, carissimo don Luigi, ci hai lasciato.


(tratto da Cesare Cavalleri, Studi Cattolici – n° 731 gennaio)