Descrizione
Il libro si propone di esplorare il legame profondo tra la dimensione dell'amore (inteso come agape e dono di sé) e la struttura della moralità, cercando di rifondare l'etica non solo su regole formali, ma sulla dinamica stessa della relazione interpersonale.
Nebuloni sostiene che l'amore non sia solo un "sentimento" accessorio alla morale, ma la sua vera scaturigine. L'etica nasce quando il soggetto riconosce l'altro e decide di agire per il suo bene.
L'autore cerca di superare un'etica basata puramente sul dovere (deontologica) o sulla legge esteriore. La "vita buona" non è l'esecuzione di ordini, ma la risposta libera a un appello che viene dall'amore.
Il testo si inserisce in un orizzonte che non rinuncia alla ricerca della Verità universale. Nebuloni argomenta che una morale senza apertura al trascendente rischia di ridursi a un'analisi soggettiva o a una semplice trattativa tra interessi.