Messaggio di Davide Prosperi – Fede e Cultura

Davide Prosperi

Davide Prosperi – messaggio Fede e Cultura in mons. Luigi Negri

Don Negri «si è instancabilmente dedicato alla costruzione del movimento di CL con intelligenza e affezione». Ecco, vorrei aggiungere ora che uno dei principali contributi che egli diede in tale costruzione è stato proprio quello di aiutarci instancabilmente a comprendere sempre di più cosa intendesse don Giussani quando definiva la cultura, in quanto dimensione del movimento, «coscienza critica e sistematica di un’esperienza»

Cari amici,
mi ha sempre profondamente colpito come per don Giussani il tema della cultura fosse sempre legato, già nella sua stessa origine, al problema della fede. Uno dei testi su cui tutto il movimento di Comunione e Liberazione ha lavorato nella Scuola di comunità inizia così: «La morte di Luigi XIV di Francia è un segnale dell’epoca in cui la ragione pretese di occupare tutto lo spazio dell’intervento di Dio sull’uomo, in ogni senso. Per cui la Chiesa, fonte ultima di luce sull’esperienza dell’uomo, si arroccava a livello pastorale per difendere la moralità del popolo, dando per scontata l’evidenza – per un credente – del contenuto dogmatico. Fu perciò favorita una mancanza di difesa e di alimento della fede del popolo di Dio, in quanto è attraverso l’attività culturale che la vita di un popolo si approfondisce e diventa storicamente generativa, pro o contro la tradizione cristiana che ha costruito la civiltà occidentale. Noi, ora, è come se fossimo investiti dalle estreme conseguenze della ribellione razionalista al Dio vivente rivelatosi all’uomo» (Dare la vita per l’opera di un Altro, Bur, Milano 2021, p. 11). Per cui la fede non può essere per un cristiano un fattore estrinseco all’esperienza umana e alla vita. Del resto uno dei connotati fondamentali del carisma di Comunione e Liberazione è proprio l’identificazione della cultura come uno dei tre pilastri fondamentali, insieme a carità e missione, in cui (rubando l’espressione alle meditazioni di Padre Lepori agli Esercizi Spirituali della Fraternità di CL) la fede «informa la vita». Oggi ancora di più si comprende che incidenza una simile tensione di presenza cristiana può avere non solo sul movimento, ma anche sul muoversi della Chiesa nel mondo. Se la fede non diventa cultura manca la capacità di un giudizio comune. Giudizio non solo su questioni specifiche o su valori che riguardano la sfera “etica”, ma proprio sul significato di sé e della realtà, cioè sul rapporto tra l’esperienza vissuta e il suo significato, tra quello che accade, quello in cui mi imbatto e il significato ultimo dell’esistenza. Se manca questo, manca la capacità di essere presenza, di testimoniare che Cristo c’entra con tutto.lettera Davide Prosperi

Il nostro caro don Luigi Negri è stato fervente testimone di questo insegnamento del suo amato maestro don Giussani. Nel messaggio che diffusi per la sua morte scrissi che don Negri «si è instancabilmente dedicato alla costruzione del movimento di CL con intelligenza e affezione». Ecco, vorrei aggiungere ora che uno dei principali contributi che egli diede in tale costruzione è stato proprio quello di aiutarci instancabilmente a comprendere sempre di più cosa intendesse don Giussani quando definiva la cultura, in quanto dimensione del movimento, «coscienza critica e sistematica di un’esperienza» (Si può (veramente?!) vivere così?, Bur, Milano 2020, p. 83). E sono certo che l’incontro di stasera e il lavoro che svolgerà l’associazione Tu fortitudo mea
faranno emergere tutta la potenza e l’attualità di tale contributo.

In amicizia,
Davide Prosperi


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Qui il testo dell’intervento di mons. Corrado Sanguineti, Vescovo di Pavia